Sunday, May 07, 2006

Un'altro libro..



No no.. non il solito libro ma l'ultima fatica di un grande giornalista. Tiziano Terzani appunto. Finito di leggere il libro intervista su TT mi trovo a tratti senza fiato, perchè? semplicemente perchè la mia esperienza e conoscenza vengono cancellate dalla semplicità di questo uomo..
Questo libro è tante cose insieme: saggio e romanzo, autobiografia e storia universale, è il racconto intenso e partecipato di come un uomo possa trasformarsi negli anni, maturare, evolvere verso un nuovo modo di concepire e immaginare la sua e le altrui esistenze. Si narra la vita di un giornalista viaggiatore ma anche il meraviglioso, invidiabile rapporto tra un padre e un figlio e lo scorrere della storia che travolge quotidianamente tutti noi.
Il libro si apre con la lettera che Tiziano spedisce al figlio Folco quando, consapevole che il suo male è incurabile e lo porterà alla morte, decide di lasciargli una sorta di testamento spirituale e lo invita a recarsi all’Orsigna, sull’Appennino toscano, dove si è ritirato.
Un uomo pacificato con la morte forse più che con la vita, che gli ha portato molti alti e bassi psicologici e fisici, naturalmente. Un uomo che racconta una vita non comune: la passione tormentata per la Cina e l’orrore del Vietnam; gli Stati Uniti per la formazione e il Canada per la libertà; poi il Sudafrica, la Cambogia, l’India… di guerra in guerra, come inviato, e di esperienza in esperienza come uomo.
Senza lasciarsi sfuggire la possibilità di capire i popoli, le abitudini, le culture e vivere le avventure più straordinarie, dalle fumerie d’oppio in Cambogia al “grande fallimento” giornalistico del Giappone, dalla meravigliosa casa sullo stagno di Bangkok alla giungla della Birmania, fino al corso di meditazione con John Coleman in Thailandia, in un ashram: l’apertura di un’altra porta che gli cambia la vita pur sapendo che “l’idea che l’India è il toccasana la voglio proprio evitare perché è un errore ideologico, no? Non è che solo gli indiani hanno le risposte”. Per chiudere con l’esperienza importate di vita sull’Himalaya, l”’avventura” della malattia, il ritorno in Italia e la morte, che per lui viene raccontata da una fotografia scattata dal figlio pochi istanti dopo la fine del suo respiro..

non so devo pensarci.

un bacio sempre a te
mia unica lettrice.

il lupo cattivo

7 Comments:

Blogger Carla said...

deve essere sempre emozionante il testamento spirituale di un padre verso il figlio. Non so che farei se mi dicessero di avere un male incurabile. Cosa, cosa potrei lasciare?

2:23 PM  
Blogger Carla said...

un bacio a te, formicaio caro..

2:23 PM  
Blogger Giacomo said...

l'amore è forse il miglior regalo...
ma ora che ci penso anche tanti cucchiaini..

a te lascio il mio cucchiaino preferito.

guai a romperlo!

2:27 PM  
Blogger Carla said...

scherzi? lo terrò caro..

1:23 AM  
Blogger zellon3 said...

scusate si può postare in questo spazio riservato??se si può, ti suggerirei "un indovino mi disse" sempre di terzani....molto, molto interessante e fuori dagli schemi..

12:16 PM  
Blogger Giacomo said...

grazie zellon3 .
e è un piacere averti qui.
allora il terzani è apprezzato!! menomale..

sabato apro il negozio:
sto incasinatissimo:.....
vi bacio

1:32 PM  
Blogger Carla said...

zellon3 :-) il blog è sempre pubblico..

baci

11:14 PM  

Post a Comment

<< Home